Dopo l'assaggio di Sabato pomeriggio, il Giro d'Italia entra nel vivo con la tappa da Cefalù ad Agrigento, nella fantastica Valle dei Templi che rievoca sapori antichi nello scenario moderno del ciclismo internazionale. L'organizzazione ha visto giusto, questa tappa infatti è subito spettacolare nei suoi contenuti e nel suo svolgimento. Da percorrere 207 km, nel finale da affrontare per due volte la salita verso Viale della Vittoria. Un nome un programma. La prima parte di corsa è caratterizzata dalla fuga di J.Roj e D. Loosli, insieme raggiungono massimo 8'15", ma il gruppo li riprende facilmente al km numero 155. La Slipstream è in testa a dirigere i lavori, vogliono difendere la maglia rosa di Vandevelde. Gli imprevisti, anche in queste tappe all'apparenza semplici, sonosempre dietro l'angolo. Infatti cadono Morabito, Calcagni e Soler, ma nessuno dei tre ha gravi conseguenze, riusciranno a rientrare in corsa e a finire la tappa. Pochi km dopo cadono Alberto Contador e David Zabriskie, il corridore di Madrid esce indenne, mentre l'americano è costretto ad alzare bandiera bianca e ritirarsi. Un brutto colpo per la Slipstream che contava molto sul suo capitano. Una foratura anche per Visconti che poi rientra nel gruppo. La situazione diventa imprevedibile quando inizia lo strappo nella valle dei templi di Agrigento. La selezione inizia a farla la Slipstream, vogliono tenere il ritmo alto, per impedire eventuali scatti, Vandevelde è concentrato, sempre nelle prime posizioni.
Rimangono in 70-80 corridori. Nella discesa, prima della conclusione, la Lpr prende in mano le redini della corsa, la Slipstream è sgretolata, così sono Chiarini, Bosisio, Golcer, Pietropolli e Bailetti a fare il lavoro sporco. Di Luca, Contador, Riccò, Rebellin, Bettini e tutti gli altri favoriti sono li. Non c'è tempo per la fase di studio, perchè all'ultima ascesa la Lpr aumenta il ritmo, ma finisce per suicidarsi, in testa rimangono in pochi, il ritmo rallenta. Leonardo Piepoli, della Saunier Duval, prova a rilanciare l'andatura per il suo capitano Riccardo Riccò. Ma proprio in quel frangente, all'ultimo km, parte il campione spagnolo Joaquim Rodriguez. Rapportone lungo, progressione chesembra inarrestabile, l'azione potrebbe essere buona. Il numero però lo fa Paolo Savoldelli che da vero gregario si mette in testa al gruppetto dei migliori forzando il ritmo e riportando Di Luca sotto allo spagnolo. Il traguardo è più vicino di quello che sembra, Riccò è lestissimo e coglie l'attimo giusto, il cobra si avventa furtivo sulla preda con un colpo di genio. Anticipa Di Luca che colto un pò di sorpresa non riesce a prendergli la ruota. Anche la vecchia volpe Rebellin rimane più indietro, chiudendo terzo.Eccezionale la prova di Franco Pellizotti che chiude quarto e per un solo secondo, indossa la Maglia Rosa, davanti a Vandevelde.Il Delfino di Bibione parte con l'intento di portarla fino a Milano, oggi ha fatto già un ottimo passo, segnale positivo e confortante per la Liquigas, che esplicitamente ha puntato su di lui. Delude Contador, rimasto un pò attardato nel terzo gruppetto, perde dieci secondi da Riccò e Di Luca, 8" invece Kloden, giunto insieme a Piepoli e Nibali. Bene Vandevelde che riesce a tenere duro nonostante in molti abbiano sofferto questo strappo, arrivando con il gruppetto Contador e Menchov.
Risultati pesanti per Leipheimer e Simoni, al traguardo con 20" di distacco. Indicativi anche i 54" presi da Mauricio Soler, forse anche conseguenza della caduta in cui è stato coinvolto quest'oggi. Flop completo della Quick Step, sia Bettini che Visconti si sono arresi senza neanche combattere. Il ritmo nel finale è stato davvero troppo forte per loro, evidentemente devono rifinire la loro forma. La maglia bianca è stata difesa da Chris Anker Sorensen della Csc, ma Nibali è pronto ad approfittare di qualche cedimento del danese, senza scordarci che concorre alla classifica anche Riccardo Riccò. Maglia Ciclamino a Riccardo Riccò. Mentre Emanuele Sella è la prima Maglia verde del Giro 2008.
Una tappa che ha dato una piccola scossa alla generale, dando importanti segnali. Il cobra è tornato a vincere, dopo una stagione di completa astinenza, la Lpr ha dimostrato di essere una squadra vera con ottimi corridori. L'Astana non ha ancora la condizione necessaria per fare sfaceli. Questo primo atto pone il seguente quesito: questo giro sarà una lotta tra Riccardo Riccò, cobra di formigine e Danilo Di Luca, Killer di Spoltore? E' solo il promo di un giro entusiasmante, intanto la maglia se l'è presa Franco Pellizotti, non è certo un avversario da prendere alla leggera, che potrebbe con la forza rosa (spirito che trasmette spesso la maglia di leader) imporre il suo gioco e gestire situazioni difficili con un piccolo vantaggio.
Domani la terza tappa da Catania a Milazzo, 221 km, arrivo per velocisti, favoriti Bennati e McEwen.
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