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Chi semina raccoglie. Pavel Brutt vince a Contursi PDF Stampa E-mail
Scritto da Marco Chiucchi   
mercoledì 14 maggio 2008
 Il ciclismo moderno non lascia nulla al caso, le tattiche delle grandi squadre, la responsabilità di avere un campione con l'obbligo di vincere sempre e comunque non concedono spiragli ai comprimari. Il plotone è un misto di personalità e storie, dalle più gloriose, alle più umili, fino a quelle sotteranee, sconosciute.
Il Giro d'Italia è una corsa unica, forse meno affascinante di una grande classica, meno roboante di un mondiale, ma per certi versi più coinvolgente delle altre, uno squarcio nel mondo, nelle storie di ragazzi dalle diverse origini, dalle diverse vicissitudini. Quest'oggi dobbiamo raccontare l'avventura di Pavel Brutt, ragazzo russo di 25 anni, corridore della Tinkoff, amante delle fughe da lontano e uno dei veri talenti del ciclismo moderno.
Quest'oggi sono saltati gli schemi, come è facile che accada in una corsa di ventuno giorni. La Liquigas ha indugiato, la Lpr di Danilo Di Luca non ha avuto la decisione necessaria, Bettini non è stato capace di guidare i suoi compagni della Quick Step alla rimonta.
I 5 spensierati di giornata sono partiti al km. 20. Ragazzi a volte giovani, impulsivi, inesperti, altre volte, anziani, uomini di sacrificio e di esperienza. Loro che sono la pancia del gruppo, quelli che lottano per finire le tappe alpine e dolomitiche, quelli che portano le borraccie, quelli che tentano la fortuna.
Pavel Brutt oggi ha vinto la sua prima tappa al Giro d'Italia. Il russo di San Pietroburgo ha comprato un gratta e vinci quando in compagnia di Frohlinger (Gerolsteiner), David Millar (Slipstream), Laverde (Csf) e Francisco Perez (Caisse d'Epargne) si è lanciato in fuga.
Una fuga che sembrava alla deriva, quando mancavano 30 km all'arrivo, ma che per indecisione dei pretendenti al successo, è potuta giungere al traguardo.
Oltre ad aver tentato la fortuna, Brutt è stato baciato dalla dea bendata, il suo biglietto è risultato vincente.
A un km dall'arrivo, il corridore 25enne della Tinkoff ha provato l'azione da finisseur, sua migliore dote.
David Millar, molto più esperto, passista incredibile, avrebbe forse potuto riportarsi sotto, ma nel momento cruciale gli si rompe la pedalina, si scancia il tacchetto dello scarpino, così il britannico rimane a piedi, scagliando la bici al di sopra delle transenne. Uno scenario inaspettato che Brutt non ha visto, mentre chi era dietro di lui, frastornato da ciò ha titubato, perdendo la ruota del russo, senza avere poi le forze necessarie per chiudere il buco.
All'arrivo Brutt alza le braccia al cielo, e dopo i ripetuti tentativi di fuga dello scorso anno, può finalmente gioire.
In seconda posizione arriva un disperato Frohlinger; Laverde è terzo.
Il gruppo arriva sul traguardo di Contursi Terme ad appena 31" di distacco dal vincitore. A regolare lo sprint è Paolo Bettini, seguito a ruota da Di Luca, Riccò e Pellizotti, che riesce a conservare la maglia rosa.

Domani la sesta tappa, la più lunga del Giro, da Potenza a Peschici, 234 km. Gli ultimi 1330 metri sono in salita con pendenze fino al 10%. Venerdì invece ci sarà il primo vero arrivo in quota a Pescocostanzo.
 
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