|
Bennati implacabile, nonno Zabel non può nulla |
|
|
|
|
Scritto da Marco Chiucchi
|
|
lunedì 12 maggio 2008 |
Una tappa lunga quella percorsa oggi dai corridori della corsa rosa, 221 km tra Catania e Milazzo. Il tragitto non presenta grandi asperità e la tappa si presenta favorevole ai velocisti. Il Giro ieri si è subito acceso con la grande azione di Riccardo Riccò e oggi in questa giornata che poteva sembrare tranquilla e di transito, ci troviamo a commentare molti eventi, per certi versi tragici. L'asfalto non certo eccezionale, che ricopre le strade siciliane, in un misto tra sabbia e sassolini, diventa una miscela scivolosa quando dal cielo inizia a cadere la pioggia. Una sottile patina non permette l'usuale aderenza dei copertoni. Se poi il percorso presenta curve e controcurve, rotaie e rotatorie, bè il rischio aumenta notevolmente. La tappa di oggi è l'esatto emblema della pericolosità di questo sport e dei rischi che i ciclisti corrono. La prima caduta si verifica passato il km 75, vanno a terra Riccò, Cavendish, Greipel, Gatto, Velasco, Siutsou e Possoni. Riccardo Riccò, vincitore della tappa di ieri, è molto dolorante alla mano sinistra, probabilmente per lui una frattura al dito, ma a fine tappa sono attese notizie in seguito alla risonanza. Non finisce qui, perchè l'asfalto viscido continua a fare vittime, un ora dopo è Kiryenka della Tinkoff a sbagliare la traiettoria in curva, arriva largo e appena tocca i freni cade. I corridori che sopraggiungono frenano per non travolgerlo e di conseguenza finiscono a terra. Subisce danni rilevanti Bradley McGee, per lui clavicola probabilmente rotta, viene portato via in barella. Vanno a terra anche Backstedt, Ongarato e Brown. Il gruppo spezzato si ricompatta quando al traguardo mancano una diecina di km. La Liquigas guida il gruppo per portare in volata Daniele Bennati, oltretutto hanno in squadra la maglia rosa Franco Pellizotti, che deve difendere il primato, con un solo secondo di vantaggio da Vandevelde. All'improvviso è proprio un corridore della Liquigas a scattare, è Vincenzo Nibali, sicialiano doc, che prova l'azione sulle strade di casa. Un azione dimostrativa che non ha nessuna speranza di andare in porto. Infatti dopo due km il corridore viene ripreso, le squadre si organizzano e viene lanciata la volata. In testa la Milram prova a portare Zabel nella miglior posizione possibile. Si litiga con spallate per prendere la ruota di Bennati, è lui il vero favorito. Quando l'ultimo uomo della Milram si fa da parte, Bennati anticipa tutti con una lunga volata, Zabel avrebbe il tempo materiale per uscire da ruota e sopravanzarlo, ma non ci riesce. Terzo è Danilo Hondo della Diquigiovanni Serramenti. Quarto Thomas Fothen e quinto il sardo Alberto Loddo. Daniele Bennati centra così il primo successo al Giro d'Italia, gioia che mancava nel suo ricco palmarès di vittorie. Il ciclista vantava successi al Tour de France e alla Vuelta, completa con questa vittoria di Milazzo il bottino nei grandi giri. Solo i grandi campioni possono annoverare una serie vincente di questo tipo.
Nella generale la maglia rosa rimane sulle spalle di Pellizotti, perde terreno la maglia bianca Chris Anker Sorensen, giunto al traguardo con 37" circa di distacco. Danilo Di Luca così va in terza posizione a 7" da Pellizotti e 6" da Vandevelde.
Daniele Bennati indossa la maglia ciclamino, secondo Riccò. La Maglia Bianca invece viene indossata da Morris Possoni, che a paritempo con Nibali ha i migliori piazzamenti. La maglia verde rimane a Emanuele Sella.
Domani la quarta tappa da Pizzo Calabro a Catanzaro Lungomare, 183 km, arrivo per velocisti, unica asperità il Passo di Pietra Spada al km 64.
|