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Riccò è un cannibale. Di Luca in tilt.
Scritto da Marco Chiucchi   
sabato 17 maggio 2008
 Il Giro d'Italia prosegue con un'altra tappa dal finale incerto, da Rivisodoli a Tivoli, i corridori dopo 208 km di corsa, per giungere all'arrivo, hanno dovuto affrontare uno strappo finale di 5 km. Un traguardo inadatto ai velocisti, ancora una volta costretti ad aspettare, un Giro molto duro con una prima settimana inusuale, combattuta fino all'ultimo secondo, con fughe da lontano, lotte per gli abbuoni, salite e strappi che hanno delineato la classifica generale in modo molto indicativo.


Si parte molto forte e ancora una volta esce ai primi chilometri un gruppetto di avventurieri, sono in cinque, presenti Spezialetti, gregario di Di Luca, Nardello, Perget, Baliani e Hansen.
La tattica della Lpr è simile a quella di ieri, infatti mettendo Spezialetti tra i fuggitivi, i corridori diretti da Bordonali, non avranno l'onere di dirigere l'inseguimento. Incarico che devono assumersi i gregari di Riccò e Contador, Saunier Duvall e Astana quindi conducono l'inseguimento, con l'aiuto della Quick Step, per Paolo Bettini, e la Gerolsteiner di Davide Rebellin.
Non con pochi sforzi, il gruppo dei migliori si riporta sotto, l'ultimo a cedere è Hansen della T-Mobile, ripreso a meno di 2 km dall' arrivo.


Il gruppo prende fortissimo lo strappo finale, a dirigere le danze, è il Trullo di Alberobello, Leonardo Piepoli, un vero camoscio quando la strada si impenna. Il suo ritmo indiavolato screma definitivamente il gruppo, la selezione è costante e decisiva. Le telecamere inquadrano Danilo Di Luca nelle ultime posizioni, è tutt'ora un mistero come il corridore abruzzese, possa essere finito nelle retrovie, si esclude un incidente meccanico.
Di fatto la Saunier continua il forcing. Visconti cerca disperatamente di rimanere nel gruppetto, mentre Paolo Bettini rimane nelle prime posizioni a ruota di Davide Rebellin.
Quando ci si avvicina all'ultimo km si rivede la maglia Lpr di Danilo Di Luca, che risale in ben che non si dica una cinquantina di corridori e cerca di anticipare la volata. Una sparata velleitaria che permette a Riccò di sorprendere gli avversari.
E' il Cobra di Formigine che si riporta su Di Luca, lo passa a velocità doppia e punta dritto all'arrivo. Bettini parte troppo dietro e nonostante avesse una buona velocità riesce solo a sopravanzare Rebellin, giungendo secondo.
Il corridore Gerolsteiner terzo seguito dall'ottimo Franco Pellizotti, oggi ineccepibile. Di Luca chiude sesto anche alle spalle del compagno di squadra Pietropolli.


Riccardo Riccò da uno schiaffo morale agli altri pretendenti alla maglia, dimostrando quanto sia forte in questo momento, si avvicina a Di Luca, conquistando i 20" di abbuono messi in palio per il vincitore. Oltretutto può contare sull'apporto di Leonardo Piepoli, anche oggi eccezionale.
Da segnalare il ritardo accusato da Mauricio Soler, ancora dolorante per la caduta rimediata in queste prime tappe, che giunge a 20" dal vincitore.
Contador e Kloden nel gruppo dei migliori.
Visconti difende meravigliosamente la Maglia Rosa, aumentando i secondi che lo separano da Russ. Ora ne può gestire 34".
La maglia ciclamino passa sulle spalle di Riccardo Riccò, la bianca è di Visconti.
Emanuele Sella è saldamente al comando della classifica per la maglia verde e la terrà sicuramente per qualche altro giorno.


Domani si arriva in Toscana, è la nona tappa da Civitavecchia a San Vincenzo, 218 km. Percorso pianeggiante con a 17 km dall'arrivo lo strappo del San Carlo.
Bennati è motivatissimo e da tempo ha segnato questo giorno con l'evidenziatore.

 
La prima di Priamo. Visconti: euforia rosa
Scritto da Marco Chiucchi   
giovedì 15 maggio 2008
 Il giro non finisce di stupire, non è bastata la sorpresa di ieri, con il giovane Brutt che ha tagliato il traguardo di Contursi a braccia alzate, anche oggi non è mancato lo spettacolo.
Nel fantastico paesaggio del circuito del Gargano con arrivo a Peschici, abbiamo potuto vedere una tappa entusiasmante, capace di sconvolgere la classifica generale al di là delle aspettative.

La tappa, la più lunga del giro, doveva essere di 265 km, accorciata a 231, presentava comunque un kilometraggio importante.
La corsa si è accesa quando al km 60 si sono trovati in testa alla corsa 11 corridori, un gruppo troppo nutrito, che ha saputo imporre un ritmo infernale alla corsa, nelle prime due ore la media è stata di 49 km/h.
Il gruppo ha preso ampio margine di vantaggio e anche oggi il gruppo dei migliori non ha saputo organizzare niente di buono. Visibili gli screzi tra Lpr e Liquigas, le due formazioni che in teoria dovrebbero collaborare per tenere cucita la corsa.
Pellizotti capisce che la sua squadra avrebbe speso troppe energie nell'inseguimento degli undici e così lascia stare, lo stesso comanda Di Luca. L'Astana è sempre nell'ombra, e questo spaventa non poco.
Simoni e Bettini invece hanno dato via libera rispettivamente a Nardello e Visconti, non certo gli ultimi arrivati.
Gli undici volano verso il traguardo di Peschici ad ottimo ritmo, si avvicinano all'arrivo e nel circuito finale inizia la bagarre. Sugli strappi non certo impossibili, si fa sentire comunque la fatica, così il gruppo si sgretola. L'attacco decisivo lo sferra Matteo Priamo della Csf al km 11, la strada sale leggermente e la sua sparata fa male. L'unico che si riporta sotto è Perez Lezaun della Euskaltel Euskadi. In due collaborano fino all'arrivo, gli inseguitori sono troppo stanchi per riorganizzare l'azione di recupero.
Capisce l'andazzo Magnus Backstedt che si lancia nel disperato inseguimento, ma viene ripreso.
La tappa si deciderà con una volata a due, il favorito è Matteo Priamo, corridore veloce, capace di vincere due tappe al Giro di Turchia, due settimane fa.
Di fatto è l'Italiano a rompere ancora gli indugi e Perez rimane di sasso sul posto. Le energie dello spagnolo sono insufficienti, così è il 26enne della Csf ad alzare le braccia con gesto liberatorio.
Perez arriva a 8 secondi, seguito da Trussov, della Tinkoff a 27". Tra gli altri ci sono in ordine Martens, Iglinsky, Nardello, Gavazzi, Visconti, Backstedt e Russ.
Il gruppone è regolato da Bennati, a caccia di punti per la ciclamino, a 11'34", subito dietro Alberto Contador. Soler e Piepoli perdono 14", ancora peggio Leipheimer che ne perde 23".

La sopresa non è la splendida vittoria di Priamo, comunque bravissimo e in grande forma già prima della corsa rosa, bensì il distacco abissale con cui il gruppo è giunto all'arrivo.

Il più felice al traguardo è Giovanni Visconti, campione italiano, che grazie all'ampio distacco, oggi si è guadagnato il simbolo del primato, la Maglia Rosa, traguardo importantissimo per il 25enne della Quick Step, talento assoluto del ciclismo italiano.
Nel finale la lotta per il primato c'è stata non con Pellizotti, ma con il compagno di fuga Russ, tedesco della Gerolsteiner, che giungendo al traguardo con 7" dall'italiano, si trova ora in seconda posizione, appaiato di qualche centesimo.

Ora Visconti cercherà di difendere, più tempo possibile la Maglia Rosa, che tutti desiderano. Dovrà tenere gli occhi aperti soprattutto perchè a 1'22" c'è Daniele Nardello, ottimo cronoman e buono scalatore.

Franco Pellizotti dovrà recuperare 9'08" se vorra ritornare a vestire a Milano il simbolo del primato. Certo non sarà facile.

Vedremo se questo passaggio delle consegne risulterà una mossa azzeccata o dannosa.

Intanto Visconti si gode il successo e indossa anche la Maglia Bianca, sempre più salde la ciclamino sulle spalle di Bennati e la maglia verde ad Emanuele Sella.

Domani primo arrivo in quota, da Vasto a Pescocostanzo, sulle terre di Danilo Di Luca, da affrontare il Valico di Macerone, Rionero Sannitico (1° categoria), Pietransieri e lo strappo conclusivo fino all'arrivo. Sicuramente si muoveranno i migliori.
 
Chi semina raccoglie. Pavel Brutt vince a Contursi
Scritto da Marco Chiucchi   
mercoledì 14 maggio 2008
 Il ciclismo moderno non lascia nulla al caso, le tattiche delle grandi squadre, la responsabilità di avere un campione con l'obbligo di vincere sempre e comunque non concedono spiragli ai comprimari. Il plotone è un misto di personalità e storie, dalle più gloriose, alle più umili, fino a quelle sotteranee, sconosciute.
Il Giro d'Italia è una corsa unica, forse meno affascinante di una grande classica, meno roboante di un mondiale, ma per certi versi più coinvolgente delle altre, uno squarcio nel mondo, nelle storie di ragazzi dalle diverse origini, dalle diverse vicissitudini. Quest'oggi dobbiamo raccontare l'avventura di Pavel Brutt, ragazzo russo di 25 anni, corridore della Tinkoff, amante delle fughe da lontano e uno dei veri talenti del ciclismo moderno.
Quest'oggi sono saltati gli schemi, come è facile che accada in una corsa di ventuno giorni. La Liquigas ha indugiato, la Lpr di Danilo Di Luca non ha avuto la decisione necessaria, Bettini non è stato capace di guidare i suoi compagni della Quick Step alla rimonta.
I 5 spensierati di giornata sono partiti al km. 20. Ragazzi a volte giovani, impulsivi, inesperti, altre volte, anziani, uomini di sacrificio e di esperienza. Loro che sono la pancia del gruppo, quelli che lottano per finire le tappe alpine e dolomitiche, quelli che portano le borraccie, quelli che tentano la fortuna.
Pavel Brutt oggi ha vinto la sua prima tappa al Giro d'Italia. Il russo di San Pietroburgo ha comprato un gratta e vinci quando in compagnia di Frohlinger (Gerolsteiner), David Millar (Slipstream), Laverde (Csf) e Francisco Perez (Caisse d'Epargne) si è lanciato in fuga.
Una fuga che sembrava alla deriva, quando mancavano 30 km all'arrivo, ma che per indecisione dei pretendenti al successo, è potuta giungere al traguardo.
Oltre ad aver tentato la fortuna, Brutt è stato baciato dalla dea bendata, il suo biglietto è risultato vincente.
A un km dall'arrivo, il corridore 25enne della Tinkoff ha provato l'azione da finisseur, sua migliore dote.
David Millar, molto più esperto, passista incredibile, avrebbe forse potuto riportarsi sotto, ma nel momento cruciale gli si rompe la pedalina, si scancia il tacchetto dello scarpino, così il britannico rimane a piedi, scagliando la bici al di sopra delle transenne. Uno scenario inaspettato che Brutt non ha visto, mentre chi era dietro di lui, frastornato da ciò ha titubato, perdendo la ruota del russo, senza avere poi le forze necessarie per chiudere il buco.
All'arrivo Brutt alza le braccia al cielo, e dopo i ripetuti tentativi di fuga dello scorso anno, può finalmente gioire.
In seconda posizione arriva un disperato Frohlinger; Laverde è terzo.
Il gruppo arriva sul traguardo di Contursi Terme ad appena 31" di distacco dal vincitore. A regolare lo sprint è Paolo Bettini, seguito a ruota da Di Luca, Riccò e Pellizotti, che riesce a conservare la maglia rosa.

Domani la sesta tappa, la più lunga del Giro, da Potenza a Peschici, 234 km. Gli ultimi 1330 metri sono in salita con pendenze fino al 10%. Venerdì invece ci sarà il primo vero arrivo in quota a Pescocostanzo.
 
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